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Sostanza Organica Terreno: ecco perché è importante
News _ 6_Novembre_2024
La sostanza organica del terreno rappresenta la più grande riserva terrestre di carbonio (C). In bibliografia si leggono diversi valori, stimati sulla quantità totale di questo carbonio: abbiamo valori che variano tra 1.000-2.000 miliardi di tonnellate di carbonio organico nel terreno, in rapporto con quello in atmosfera, calcolato attorno, 700-800 miliardi di tonnellate di C sotto forma di anidride carbonica (CO2) e solo 500-600 tonnellate quello presente nella biomassa vegetale. A causa della sempre maggiore industrializzazione, gli equilibri sono andati a perdersi, con un conseguente aumento dell’anidride carbonica in atmosfera. La sostanza organica del terreno, dunque, assume un ruolo essenziale: scopriamo perché in questo articolo!
L’importanza della sostanza organica del terreno
La sostanza organica, oltre all’estrema importanza come fonte di nutrienti per le piante e per le colture agrarie, ha anche un enorme ruolo come riserva di carbonio. Questo ruolo è balzato all’attenzione solo recentemente, quando il problema dell’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera e il conseguente aumento della temperatura hanno raggiunto dimensioni tali da richiamare l’attenzione pubblica e costringere a utilizzare tutti i mezzi a disposizione per ridurre le emissioni di CO2. Infatti, con l’avvento delle attività umane e dell’era industriale, l’uso sempre più massiccio di combustili e il fenomeno della deforestazione hanno determinato una forte dinamicità e diminuzione della biomassa vegetale e della sostanza organica del terreno, con conseguente aumento dell’anidride carbonica in atmosfera.
Non è un caso che nella prossima PAC 2023-2027 – che partirà dal 1° gennaio 2023 e avrà una durata di 5 anni – agli agricoltori che applicheranno pratiche agricole sostenibili e tendenti a diminuire la CO2 dall’atmosfera, verranno corrisposti premi a ettaro sotto forma di “certificati verdi” detti anche di “Sequestro di Carbonio”.
L’importanza della sostanza organica non si limita alla struttura del terreno e alla sua vita microbica, ma rappresenta anche una fonte fondamentale di nutriente azoto per le colture. Inoltre, bisogna anche sottolineare l’importanza ambientale di preservare la sostanza organica per combattere i problemi derivanti dai fenomeni erosivi e di desertificazione dei terreni agricoli.
Che cos’è la sostanza organica del terreno?

La sostanza organica del terreno è costituita da molecole a base di carbonio, azoto, ossigeno, idrogeno e in misura minore da fosforo, potassio, zolfo, ferro, ecc. Vi sono due parti principali in cui può essere distinta: la parte della sostanza organica cosiddetta “labile” è costituita da composti organici di base come gli zuccheri, i peptidi, le proteine enzimatiche, gli acidi nucleici, che possono essere presenti liberi nel terreno; la parte della sostanza organica cosiddetta “stabile” è costituita dall’humus. L’humus è il componente di valore della sostanza organica ed è in grado di migliorare le caratteristiche fisiche e strutturali, chimiche e biochimiche del terreno, ha funzioni in parte nutrizionali, ed è attivo in alcune funzioni importanti del terreno che hanno a che vedere con le attività microbiche, ecc.
Cosa è e cosa fa l’humus?
L’humus è un composto di natura polimerica con composizione incostante a seconda della genesi, ad elevato peso molecolare, con caratteristiche colloidali, molto resistenti al deterioramento, con rapporto C/N ≈ 10 (≈ 50% C e 5% N). Durante il processo di umificazione della sostanza organica si perde carbonio e quindi si ha la concentrazione dell’azoto (N).
L’humus (per il quale si utilizza anche l’espressione “sostanze umiche”) migliora la struttura del terreno, nel senso che rende un terreno meno fragile alla pioggia battente e al calpestamento durante le operazioni colturali. Inoltre, aumenta la capacità di un terreno di catturare la luce e il calore mediante la sua colorazione scura, costituisce una fonte di cibo a lungo termine per i microorganismi e interviene nelle loro attività di crescita o riproduzione.
Ma non solo: l’humus ha anche la capacità di “legare” alcuni elementi nutritivi come il ferro e altri cationi, che sono molto importanti per la crescita delle piante, restituendoli alla pianta stessa nel momento del bisogno. Ancora, aumenta la capacità di scambio cationico (o C.S.C.).
Il processo di umificazione

Sostanza organica e proprietà chimico-fisiche del terreno
La sostanza organica nel terreno ha un effetto diretto sulla crescita delle piante, grazie all’influenza che ha sulle proprietà fisiche, chimiche e biologiche del terreno. Infatti, favorendo la strutturazione, la sostanza organica facilita le coltivazioni e consente la circolazione di aria e soluzioni nutritive all’interno del terreno stesso. Ha un’elevata superficie specifica, interagisce con i microelementi e con i minerali, agisce come scambiatore cationico (conferendo un’elevata C.S.C. al terreno) e costituisce una riserva di azoto.
La sostanza organica contiene inoltre il 20-70% del fosforo presente nel terreno, e oltre il 90% dello zolfo totale; costituisce la fonte energetica per i batteri azoto-fissatori, favorisce lo sviluppo delle radici (quindi le possibilità nutritive della pianta) e la germinazione dei semi. Inoltre, stimola processi fisiologici e biochimici del metabolismo cellulare e svolge una funzione di filtro permettendo di diminuire gli effetti tossici di metalli pesanti e fitofarmaci.

La sostanza organica ha anche una forte influenza sul pH del terreno, in quanto provoca una sua leggera acidificazione, stimolando la crescita della biomassa microbica che produce CO2. Inoltre, le radici di molte piante rilasciano acidi organici come l’acido ossalico, il citrico, ecc. La sostanza organica influenza la capacità di ritenzione idrica, non solo perché aumenta la porosità e migliora la struttura del suolo ma anche perché è in grado di trattenere grandi quantitativi di acqua. L’acqua trattenuta dalla sostanza organica influenza notevolmente il regime di temperatura del suolo a causa della sua capacità termica.
Coefficiente isomico (K1) e di mineralizzazione (K2)
La quantità di humus prodotta dai diversi materiali organici (secchi o freschi) dipende da diversi fattori e la resa in humus è legata prevalentemente alla qualità della sostanza organica di partenza. Di grande importanza è il rapporto tra carbonio e azoto (C/N) contenuti nei materiali interrati: questo, infatti, influenza molto i processi di umificazione e i tempi del rilascio degli elementi nutritivi. In linea generale, si può dire che con un rapporto C/N basso (<10) si ha un rapido rilascio di nutrienti ed una scarsa umificazione, mentre con un rapporto alto (>30) accade l’inverso. La resa in humus della paglia di frumento, per esempio, è diversa dal letame o da un sovescio. Il valore della resa in humus viene quantificato da un coefficiente, detto coefficiente isoumico ed espresso col simbolo K1, e viene applicato alla sostanza organica contenuta nei materiali di partenza.
Nell’esempio 1, di seguito, è stato calcolato quanto humus possono dare 100 quintali di letame mediamente maturo, che ha un coefficiente isoumico (K1) di circa 0,3. Da ciò si ricava che da 100 q.li di letame (S.S = 22% e K1 = 0,3) si ottengono circa 660 Kg di humus. Ogni prodotto (residui vegetali, concimi organici, ecc.) ha un coefficiente isoumico differente col quale si potrà calcolare la resa in humus relativa (vedi tabella 1).
| TABELLA 1 | |||||
| Caratteristiche di alcuni materiali organici suscettibili di fornire humus (Estratto da Panero et al) | |||||
|
Sostanza Secca |
Sostanza Organica % | Rapporto C/N | Coefficiente Isoumico K1 | Humus Stabile x ton. di prodotto (K1 x S.O.x10) | |
| Residui vegetali | |||||
| Paglia di grano | 88,91 | 82,79 | 111 | 0,15 | 124,18 |
| Paglia di orzo | 86,4 | 81,14 | 87 | 0,15 | 121,7 |
| Stocchi di mais | 86 | 80,76 | 81 | 0,2 | 161,52 |
| Concimi organici | |||||
| Letame bovino mediamente maturo | 22 | 16,4 | 29 | 0,3 | 49,2 |
| Letame equino | 30 | 26,3 | 23 | 0,3 | 79 |
| Pollina secca | 85,8 | 63 | 7 | 0,3 | 189 |
| Erbai e materiali da sovescio | |||||
| Erbaio medica | 19,6 | 17,97 | 16 | 0,25 | 44,92 |
| Erbaio segale | 14,09 | 12,77 | 18 | 0,2 | 25,54 |
| Erbaio veccia | 13,85 | 12,75 | 15 | 0,25 | 31,87 |
| Prato Stabile | 17,56 | 15,76 | 19 | 0,2 | 31,5 |
Esempio n° 1: se si apportano 100 q.li/ha di letame mediamente maturo, di quanto aumenta la sostanza organica del terreno?
- Umidità media: 78%
- Sostanza secca: 22%
- Sostanza organica: 10 x 22/100 = 22 q.li
- Conversione letame > humus
- Humus o Sostanza Organica: 22*0,3 = 6,6 q.li = 660 Kg

Tabella 2 – Valori medi di K 2 applicabili ai differenti terreni
| Tipo di terreno | K2% |
| Sabbioso | 1,8-2,2 |
| Limoso | 1,0-1,8 |
| Argilloso | < 1,0 |
Conclusione
La sostanza organica del terreno rappresenta un fattore fondamentale da conoscere a fondo e tenere sempre in considerazione. Infatti, la sostanza organica rappresenta la maggiore riserva terrestre di carbonio (essenziale specie in relazione all’aumento di CO2 in atmosfera) nonché una fonte di nutriente azoto per le colture. Inoltre, specialmente grazie alla sua componente di valore – l’humus – migliora la struttura del terreno, favorisce la crescita delle piante, combatte i fenomeni di erosione e desertificazione del terreno andando a supportare il processo di umidificazione. Non solo: anche una buona porosità del terreno e la capacità di ritenzione idrica sono influenzate dalla sostanza organica.
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