Da quasi un migliaio di anni, l’aratura svolge un ruolo da protagonista nell’ambito della lavorazione dei terreni agricoli: rivoltare le zolle permette infatti di riportare il terreno al suo stato iniziale e di partire con la preparazione del letto di semina. Ma come funziona esattamente questa tecnica, quando si effettua e quali vantaggi e svantaggi comporta? E in che modo l’aratura incide sul terreno e sull’ambiente circostante? In questo articolo scopriremo nel dettaglio cos’è l’aratura, qual è il suo scopo e quali potrebbero esserne i metodi alternativi, nell’ottica di sviluppare un’agricoltura sostenibile.

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Cos’è l’aratura e a cosa serve?

Con il termine “aratura” s’intende quel processo che consente di staccare dalla superficie del terreno delle vere e proprie zolle orizzontali. Queste verranno successivamente rovesciate e frantumate per riportare il terreno alla sua fase iniziale e favorire il passaggio delle sostanze organiche, garantendo spazio e nutrimento alla nuova coltura.

Generalmente, l’aratura viene eseguita al termine della fase di raccolta. L’obiettivo di questa lavorazione è infatti quello di eliminare le erbe infestanti e, soprattutto, i residui vegetali della precedente coltura, spingendoli in profondità affinché non interferiscano con la crescita delle future nuove piantine. In questo modo è possibile ammorbidire il terreno e prepararlo progressivamente ad accogliere la coltivazione successiva.

aratura-1Le macchine utilizzate per arare vengono per l’appunto definite “aratri”, sono trainate da un trattore dotato di potenza elevata e sono a vomere e versoio. L’aratro può lavorare su differenti profondità:

  • Superficiale, dai 10 ai 20 cm;
  • Media, dai 20 ai 40 cm;
  • Profonda, dai 40 ai 60 cm.

L’aratura può essere effettuata in diversi periodi dell’anno, anche se i risultati migliori si ottengono nelle stagioni intermedie. Infatti, con l’aratura autunnale si interrano i residui colturali e i concimi organici in un momento contestuale all’aumento delle precipitazioni e al decremento delle temperature. A questo proposito, una temperatura più bassa implica azioni di gelo e disgelo e quindi una rapida rottura delle zolle.

Per quanto riguarda la primavera, in questo caso l’aratura ha uno scopo principalmente preventivo. Essa viene effettuata pochissimo tempo prima della semina per evitare un induramento delle zolle causato dalla progressiva comparsa del sole e del caldo.

Nel periodo estivo, invece, l’aratura viene generalmente riservata al terreno argilloso, che presenta particolari esigenze (per esempio, diviene impraticabile durante le abbondanti precipitazioni tipiche del periodo autunnale).

 

Quali sono i vantaggi dell’aratura?

Sono numerosi i motivi per i quali, ancora oggi, l’aratura si rivela una tecnica molto importante per la preparazione del letto di semina. Di seguito vediamo i principali vantaggi che questo metodo di lavorazione può portare con sé.

  • aratura-2Viene ripristinato lo stato ideale del terreno. Smuovere le zolle, rovesciarle e lasciare spazio in superficie a un terreno “nuovo”, che non è stato precedentemente toccato in maniera intensa dalla coltura, favorisce la nascita e lo sviluppo della futura nuova piantina. Quest’ultima riuscirà infatti a trovare lo spazio adatto a espandere le proprie radici nel terreno;
  • Il nuovo terreno si presenta impermeabile e ricco di ossigeno. Con l’aratura, il suolo viene rinnovato: di conseguenza, aumenta la sua porosità, fondamentale per assicurare il passaggio dell’acqua, dell’ossigeno e di altre sostanze organiche. Inoltre, i residui della precedente coltura, che vengono portati in profondità dall’aratro, diventano fonte di nutrimento per la nuova piantina;
  • C’è un controllo serrato sulle erbe infestanti. Smuovere il terreno significa anche distruggere le malerbe e ridurre l’attività di parassiti animali che impediscono o rendono più difficile la crescita rigogliosa della coltura.

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Quali sono gli svantaggi dell’aratura?

Con l’innovazione tecnologica, sempre più spesso l’aratura è divenuta oggetto di discussione di agronomi e gestori di aziende agricole. Questa tecnica, infatti, porta con sé anche diversi svantaggi, che talvolta si scontrano con una concezione, quanto mai attuale, di ecosostenibilità. Ecco i principali svantaggi dell’aratura:

  • aratura-3Vengono provocati danni alla microflora esistente nel terreno. Il suolo è popolato da microrganismi che presentano esigenze diverse, in base allo strato in cui si trovano: in superficie vivono perlopiù microrganismi aerobi, che richiedono molto ossigeno per sopravvivere; scendendo più in profondità, si trovano invece batteri e funghi anaerobi, che soffrono al contatto con l’aria. È chiaro che rivoltare il terreno significa agire sul delicato equilibrio della microflora: nel corso del tempo, ciò provoca danni importanti, che si traducono in una progressiva perdita di fertilità del terreno;
  • Creazione del crostone di lavorazione. Il peso notevole dell’aratro schiaccia il terreno e crea uno strato – il cosiddetto “crostone di lavorazione”, appunto – che, a lungo andare, diviene sempre più profondo. Questo strato non permette il passaggio di acqua e aria e rende più difficoltoso lo sviluppo dell’apparato radicale della nuova piantina, causando progressivamente la perdita di fertilità nel suolo.
  • Aumento del numero di fasi di lavorazione. L’aratura lascia sulla superficie del terreno una macro-zollosità. Per questo motivo, sarà successivamente necessario svolgere lavorazioni complementari per la preparazione ottimale del letto di semina. Esse serviranno per “tritare” le zolle e renderle friabili, adatte alla nuova coltivazione. Ciò comporta un rallentamento delle operazioni e, di conseguenza, un incremento dei costi;
  • Maggior consumo energetico ed economico. I lavori complementari comportano maggiori costi di carburante, a fronte di un impatto ambientale superiore. Inoltre, gli aratri richiedono un’elevata forza di trazione e, di conseguenza, macchine trattrici specifiche, che possono raggiungere anche costi elevati.

 

Quali sono i metodi alternativi all’aratura?

Soprattutto nell’ottica di un’“agricoltura sostenibile”, nel corso del tempo sono stati ideati metodi alternativi all’aratura. Essi hanno come obiettivo principale quello di evitare di entrare in profondità ove non necessario, limitando di conseguenza anche l’utilizzo intensivo di carburanti inquinanti.

Il primo di questi metodi riguarda quella che viene definita la “semina su sodo” o “semina diretta” (sod seeding in inglese). Essa viene largamente utilizzata nell’ambito delle colture cerealicole e prevede la semina su terreni ancora ricoperti dai residui vegetali della precedente coltivazione o dalle cosiddette “cover crops”. In questo modo vengono eliminate diverse fasi di lavorazione meccanica, a fronte di un incremento della fertilità naturale del suolo.

aratura-4Un’altra tecnica alternativa all’aratura è relativa alla minima lavorazione del terreno, che viene praticata attraverso le macchine interratrici. Queste ultime lavorano a profondità decisamente inferiori rispetto a un aratro, incidendo in maniera minore sul suolo. Inoltre, sono progettate appositamente per giungere alla preparazione ottimale del letto di semina fin da un primo passaggio, senza dover effettuare lavorazioni complementari e incorrere in ulteriori costi.

In particolare, le interratrici di Forigo Roter Italia interrano i residui della precedente coltura, i sassi e le cover crops eseguendo, allo stesso tempo, una raffinazione del terreno in superficie. In pratica, dopo il passaggio delle interratrici il suolo non si presenta più suddiviso in macro-zolle, bensì già sminuzzato in una granulometria ordinata e, quindi, pronto ad accogliere fin da subito la nuova piantina.

Il nuovo terreno presenterà tutti i benefit dei suoli lavorati con l’aratro: sarà ottimamente strutturato e perfettamente impermeabile e garantirà l’equilibrio della biodiversità vivente al suo interno. Inoltre, lavorando in superficie, le interratrici allontaneranno il rischio di creazione del crostone di lavorazione, mantenendo fertile il suolo nel corso del tempo. Tutto ciò senza richiedere ingenti costi di carburante e garantendo una riduzione dell’impatto ambientale.

 

Conclusione

L’aratura è ancora oggi una delle tecniche di lavorazione agricole più utilizzate. Essa si presenta, tuttavia, come una medaglia a due facce: da un lato, lavorare in profondità garantisce un maggior controllo sulle erbe infestanti e il ripristino della strutturazione ideale del terreno in vista della semina successiva. Dall’altro lato, l’utilizzo di macchine trattrici con una forza di trazione maggiore rispetto alla normalità comporta un aumento dei costi dei macchinari e dei carburanti, nonché un disequilibrio della biodiversità preesistente nel terreno.

È proprio per ovviare agli svantaggi dell’aratura che sono stati progettate tecniche alternative: tra le principali possiamo trovare la semina diretta e la minima lavorazione del terreno per mezzo delle macchine interratrici.

Speriamo che questo articolo sia stato utile per la tua attività. Necessiti di ulteriori informazioni riguardo l’aratura? Non esitare a contattarci: il team di Forigo Roter Italia sarà a tua disposizione per chiarire ogni tuo dubbio.

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Written by R&S Forigo

Divisione Ricerca e Sviluppo di Forigo Roteritalia. Team di esperti impegnati nello studio e nell'analisi delle principali tecniche agricole ed orticole utilizzate oggi. La conoscenza unita alla competenza sono il punto di partenza per il miglioramento continuo in uno scenario di innovazione e sviluppo tecnologico.


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